I materiali a contatto con gli alimenti

Per materiali a contatto con gli alimenti si intendono oggetti destinati al contatto con gli alimenti quali bottiglie, lattine, cartone, coltelli, forchette, piatti, superfici di lavoro, attrezzature di produzione. Quando questi materiali entrano in contatto con gli alimenti possono trasferire sostanze chimiche in essi contenute. Questo video dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) spiega le attività poste in essere per proteggere il consumatore.

Il video è in inglese ma sono presenti i sottotitoli in italiano. Riporto a seguire una sintesi liberamente tratta del contenuto del video.

Si definiscono “materiali a contatto con gli alimenti” tutti i tipi di materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti, ad esempio gli imballaggi e i recipienti alimentari come bottiglie, lattine e cartoni. Anche le posate e le stoviglie, come coltelli, forchette, tazze e piatti, sono esempi di materiali a contatto con gli alimenti, così come i materiali usati in attrezzature da cucina, quali caffettiere, bollitori e frullatori.

Altri tipi di questi materiali sono i macchinari usati per la produzione industriale di alimenti e i contenitori impiegati per il trasporto degli alimenti. In tali articoli possono essere usati molti materiali diversi: la plastica, uno dei più diffusi, il vetro, utilizzato per vasetti e bottiglie, il metallo per le lattine, la ceramica, il silicone, il cartone, il legno, gli inchiostri, ecc. Spesso viene utilizzata una combinazione di più materiali. Per esempio, una confezione di succo di frutta potrebbe essere formata da più strati di plastica, alluminio, carta e inchiostro.

Cosa c’entra tutto ciò con la sicurezza alimentare? Tutti questi materiali a contatto con gli alimenti svolgono importanti funzioni: gli imballaggi alimentari proteggono gli alimenti dai microrganismi e rendono più facile conservare il cibo e prolungarne la durata. Gli imballaggi e altri articoli come i recipienti migliorano anche l’igiene e rendono più pratici l’acquisto, la vendita e la manipolazione degli alimenti. Quando tuttavia questi materiali vengono a contatto con gli alimenti, alcuni agenti chimici in essi contenuti potrebbero trasferirsi negli alimenti. In questo caso si parla di “migrazione”. Dal momento che i consumatori possono essere esposti a questi agenti chimici, il diritto europeo impone che la potenziale migrazione negli alimenti non comporti problemi di sicurezza né modifichi gli alimenti in maniera inattesa, per esempio alterandone il gusto e l’odore.

In che modo gli scienziati valutano i rischi posti da questi materiali? Quando un valutatore del rischio come l’EFSA valuta la sicurezza delle sostanze usate per produrre materiali a contatto con gli alimenti, ricorre allo stesso approccio utilizzato con altri agenti chimici. Si valuta cioè la tossicità potenziale e l’esposizione dei consumatori a tali agenti. Inoltre, nel caso dei materiali a contatto con gli alimenti, un fattore essenziale è rappresentato dal tasso di migrazione degli agenti chimici dai materiali agli alimenti. Questo dipende dall’agente chimico stesso, dal tipo di materiale, dal tipo di alimento e dalle condizioni del contatto, tra cui temperatura e durata. Per esempio, la migrazione negli alimenti asciutti è più limitata rispetto agli alimenti umidi o liquidi. Se l’agente chimico non migra negli alimenti, il consumatore non è esposto a rischi. Se migra, la valutazione della sicurezza deve garantire che l’esposizione dei consumatori non scateni effetti nocivi per la salute. Ecco perché gli scienziati determinano anche il livello a cui gli agenti chimici possono migrare negli alimenti senza che ciò comporti un rischio per il consumatore. Una volta che gli scienziati hanno valutato il livello di rischio, spetta alle autorità preposte alla regolamentazione del settore decidere se l’impiego di quei materiali nella filiera alimentare vada autorizzato.

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