Igiene delle uova: come proteggersi dal Campylobacter

Il Campylobacter è un batterio diffuso nell’intestino degli animali a sangue caldo, in particolare il pollame, che normalmente non ha alcun effetto sugli animali mentre negli esseri umani può provocare una condizione patologica, nota come campylobatteriosi, caratterizzata da diarrea, febbre, nausea, crampi addominali e brividi di freddo.

Il BfR (Bundesinstitute für Risikobewertung) ha pubblicato l’opinione 11/2018 in cui fornisce alcune indicazioni utili per la prevenzione della campylobatteriosi.

Nella sola Germania ogni anno vengono segnalati circa 70.000 casi di campylobatteriosi. Questo la rende la malattia batterica più comunemente registrata in questa nazione, con una tendenza leggermente crescente. Circa il 50/80% di tutti i casi può essere attribuito ai polli come serbatoio di Campylobacter.

La carne di pollame fresca è la fonte più frequente di infezioni da Campylobacter ma anche le uova possono trasmettere il batterio, specialmente se sono visibilmente contaminate da escrementi. Il rischio di infezione attraverso le uova può tuttavia essere minimizzato adottando opportune precauzioni:

  • conservare le uova di pollo crude separatamente dagli altri alimenti,
  • pulire accuratamente gli utensili da cucina dopo il contatto con le uova crude,
  • lavarsi accuratamente le mani dopo aver toccato le uova,
  • per la produzione di piatti a base di uova crude utilizzare solo uova pulite.

Come regola generale inoltre, le uova ed i piatti a base di uova devono essere mangiati solo dopo essere stati adeguatamente cotti/riscaldati per proteggere i gruppi particolarmente sensibili da infezioni alimentari come persone le cui difese immunitarie non sono completamente sviluppate (bambini piccoli) o indebolite a causa dell’età avanzata o di una precedente malattia .

Campylobacter sulle uova di pollo: profilo di rischio secondo il BfR

Profilo di rischio Campylobacter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *