Come verificare il funzionamento del metal detector: guida pratica

La verifica complessiva del funzionamento del metal detector è opportuno che tenga conto:

  • dei contaminanti più difficoltosi da detectare,
  • della posizione in cui è minima la sensibilità dello strumento,
  • dell’efficacia del sistema di espulsione in casi limite (presenza di contaminanti consecutivi).

È consigliabile effettuare la verifica in condizioni reali posizionando i test campioni dentro il prodotto (se possibile) o fermandoli saldamente al prodotto confezionato.

I campioni usati per le verifiche sono costituiti da un contaminante sferico di precisione (ferroso, non ferroso e acciaio inossidabile non magnetico) posizionato all’interno di un supporto non metallico/non conduttivo, disponibile in vari formati allo scopo di essere usati in contesti produttivi diversi (es. barretta per prodotti confezionati distinti; sfera/blocchetto per prodotti in polvere e granulari, impasti, liquidi, semiliquidi dove è possibile recuperare il test; …).

I campioni devono essere certificati e contrassegnati in modo permanente riportando la dimensione della sfera, il materiale ed il riferimento specifico al numero di lotto che consenta tracciabilità fino al lotto originale di fabbricazione attribuito dal produttore.

La certificazione deve anche riportare, in aggiunta alle informazioni relative al campione di cui sopra, lo standard di fabbricazione del campione.

Durante la verifica i campioni devono essere posizionati dove è minore la probabilità di essere rilevati; questa posizione non è necessariamente sempre la stessa in quanto dipende dalla variabilità del segnale del prodotto: è pertanto importante che l’azienda la definisca per ciascun prodotto/formato e la descriva in una procedura documentata.

È inoltre importante definire e formalizzare:

  • il metodo per verificare che la confezione sia esente da contaminazione prima che i campioni di test siano introdotti nella confezione/attaccati sulla confezione;
  • il metodo di preparazione della confezione test, inclusa la posizione/collocazione del campione all’interno/sopra della confezione test;
  • la frequenza di preparazione delle confezioni test, considerando la natura, la durata e la shelf-life del prodotto; le confezioni test dovrebbero essere preparate per ogni lotto di produzione poiché l’invecchiamento del prodotto può influenzare la sensibilità rendendo la verifica non rappresentativa del prodotto realmente in produzione;
  • il metodo di identificazione delle confezioni test affinché queste non vengano immesse accidentalmente nella catena di fornitura (es. con nastro colorato).

La frequenza della verifica del metal detector durante la produzione è indicativamente la seguente:

  • a inizio e fine della produzione giornaliera/turno,
  • a intervalli regolari durante lo svolgimento della produzione (basati sul tempo o sulla quantità),
  • al cambio di prodotto,
  • al cambio dei lotti di produzione,
  • al cambio delle impostazioni della macchina,
  • dopo i tempi di fermo per le riparazioni.

Nella definizione della frequenza si prenderà in considerazione anche: 

  • il tempo necessario a produrre la quantità massima di prodotto stoccabile in magazzino prima di essere spedita,
  • richieste specifici di clienti (ove applicabile).

Il numero delle verifiche da svolgere per ogni tipo di materiale del campione test (ferroso, non ferroso e acciaio inossidabile non magnetico) sarà in relazione al livello di significatività statistica richiesto.

Il passo successivo è verificare che il sistema di espulsione stia funzionando correttamente.

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