E’ stata pubblicata la Direttiva (UE) 2019/2161 finalizzata a modernizzare il diritto sulla tutela dei consumatori a livello europeo.

La Direttiva (UE) 2019/2121 rientra nel quadro del “New deal per i consumatori” avviato dalla Commissione nel 2017 e modifica la direttiva relativa alle pratiche commerciali sleali (2005/29/CE), la direttiva sui diritti dei consumatori (2011/83/UE), la direttiva sulle clausole abusive nei contratti (93/13/CEE) e la direttiva sull’indicazione dei prezzi (98/6/CE).

La Direttiva prevede:

  • maggiore armonizzazione e semplificazione di alcuni dei criteri utilizzati per stabilire il livello delle sanzioni per le violazioni in materia di consumatori;
  • i diritti per i consumatori lesi da pratiche commerciali sleali, (es: marketing aggressivo);
  • informazioni chiare ai consumatori in caso di riduzione dei prezzi;
  • l’introduzione di una definizione di differenza di qualità dei prodotti (dual quality) tra i casi di pratica ingannevole.

Relativamente al tema “dual quality” si ricorda che questa modifica normativa è parte integrante della risposta della Commissione europea alle preoccupazioni dei Paesi dell’Est Europa in merito alle presunte differenze di qualità di alcuni prodotti commercializzati nei propri territori rispetto ad analoghi prodotti con lo stesso marchio e lo stesso packaging venduti in altri paesi del mondo, ipotesi in buona parte smentita dai primi test paneuropei condotti dal JRC (Centro di ricerca della Commissione UE).

In particolare, è stata inserita nell’art. 6, comma 2 lettera c) della Direttiva 2005/29/CE la seguente definizione di “dual quality”: una qualsivoglia attività di marketing che promuova un bene, in uno Stato membro, come identico a un bene commercializzato in altri Stati membri, mentre questo bene ha una composizione o caratteristiche significativamente diverse, salvo laddove ciò sia giustificato da fattori legittimi e oggettivi.

Nel considerando 53 viene precisato che “Le autorità competenti dovrebbero valutare e trattare tali pratiche caso per caso a norma della direttiva 2005/29/CE, come modificata dalla presente direttiva. Nell’intraprendere la sua valutazione l’autorità competente dovrebbe considerare se una tale differenziazione sia facilmente individuabile dai consumatori. Dovrebbe inoltre tenere conto del diritto del professionista di adattare beni dello stesso marchio per mercati geografici diversi in virtù di fattori legittimi e oggettivi come il diritto nazionale, la disponibilità o la stagionalità delle materie prime o strategie volontarie volte a migliorare l’accesso a prodotti alimentari sani e nutrienti, così come del diritto del professionista di offrire beni dello stesso marchio in confezioni di diverso peso o volume su mercati geografici diversi”.

Nel provvedimento è previsto, inoltre, che entro il 28 maggio 2024 la Commissione presenti al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’applicazione della direttiva, comprendendo una valutazione circa l’eventualità di adottare requisiti più rigorosi in merito alla presunta dual quality, ivi incluso l’eventuale divieto di cui all’allegato I della Direttiva 2005/29/CE “Pratiche commerciali considerate in ogni caso sleali”.

Per ulteriori informazioni sulla tematica “dual quality” è possibile consultare questo link sul sito della Commissione UE.

Tutte le disposizioni della direttiva devono essere recepite dagli Stati Membri entro il 28 novembre 2021 con applicazione a decorrere dal 28 maggio 2022.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *